
Sono trascorsi più di quarant’anni dalla costituzione delle prime organizzazioni di volontariato culturale. Un’intuizione allora aveva portato Ludovico Magrini, scomparso nel 1991, a fondare il primo gruppo di volontariato dell’archeologia: la ricerca e la comprensione delle origini e della propria identità culturale sono un’esigenza di ogni individuo che vive in un tessuto sociale, che fa parte di un popolo la cui storia è così antica da perderne le tracce nel tempo. È quindi giusto e possibile collaborare in varie forme alla sua tutela, sollecitare soprattutto i giovani a guardarsi attorno, a conoscere, a partecipare, rendendo la cultura accessibile e fruibile da parte di tutti anziché delegarla ad una ristretta cerchia di specialisti. Ludovico pensava che l’eccezionalità di un Paese come l’Italia, di una città come Roma ma anche di un territorio come quello di Tarquinia – dove era nato e cresciuto – così intriso della storia e della vestigia del popolo etrusco, rendesse impossibile non dover fare ogni giorno i conti con il proprio passato. I segni, i resti di civiltà vissute ben oltre venti secoli fa ci circondano, spuntano sotto il manto stradale, fanno capolino incastonati tra costruzioni moderne, costringono a difficili compromessi per conciliare le priorità della vita moderna (lavori, scavi per le metropolitane e così via) con le esigenze di tutela della memoria storica. L’esperimento voluto da Ludovico funzionò: migliaia di iscritti alle associazioni da lui fondate per anni hanno seguito corsi, organizzato e partecipato alle campagne di scavo e ricerca assieme alle istituzioni deputate alla tutela del patrimonio storico-archeologico, hanno svolto un compito di divulgazione o promosso iniziative per coinvolgere le scuole, hanno partecipato ad iniziative dirette alla salvaguardia e alla valorizzazione. Il messaggio che Ludovico è riuscito a trasmettere a tutti noi che lo abbiamo conosciuto e abbiamo apprezzato il suo lavoro oggi è ancora più vivo e valido che mai.
Il C.I.R.A. (Centro Internazionale Ricerche Archeologiche - Centro Studi «Ludovico Magrini»), costituito nel novembre del 2004 a Tarquinia, è un’organizzazione di volontariato per l’archeologia e i beni culturali che si propone due finalità. Da una parte ha organizzato il centro studi intitolato a Ludovico Magrini, con l’obiettivo di raccogliere quanto è disponibile, presso i suoi allievi e amici, riguardo al suo pensiero storico-archeologico. Recuperare questo importante patrimonio consentirà di poterlo catalogare, pubblicare, metterlo in internet, organizzare convegni e seminari di approfondimento e al tempo stesso renderà possibile promuovere le opere di altri studiosi, specialmente i giovani, che condividono la visione di Ludovico del rapporto cultura e società.
Il secondo obiettivo è operativo e fa perno sulla ideazione e progettazione di attività di volontariato – di tutela, valorizzazione, ricerca, recupero del patrimonio culturale e quando possibile anche di scavo archeologico – che saranno realizzate direttamente dal C.I.R.A. oppure saranno affidate in partnership ad altre associazioni che hanno aderito o aderiranno all’organizzazione. La sede è stata stabilita a Tarquinia e l’ambito territoriale dove il C.I.R.A. inizierà a svolgere la propria attività sarà la provincia di Viterbo. Ma le ambizioni e la portata dei progetti che l’associazione intende sostenere saranno realizzati guardando all’estero, alle iniziative analoghe proposte in Europa e negli altri Paesi culturalmente vicini all’Italia.
C’è voluto più di un anno per riuscire a dare concretezza a un’idea, quella di rifondare un’associazione come Ludovico Magrini l’aveva voluta la prima volta. Mesi che sono serviti per portare a termine i vari passaggi burocratici necessari e per garantire solide fondamenta alla nuova realtà costituita: l’iscrizione al Forum Europeo delle Associazioni per i Beni culturali, all’Albo del volontariato della Regione Lazio - sezione cultura, all’Elenco provinciale delle associazioni della Provincia di Viterbo, al Centro nazionale del volontariato di Lucca. In tutto questo tempo, tuttavia, il C.I.R.A. non è rimasto comunque inattivo: è stato realizzato intanto il primo numero di ARCHEOLOGIA E BENI CULTURALI. Nel frattempo si sta completando una pubblicazione libraria che verrà resa disponibile per i soci tra breve; è questo sito web (ancora in fase di miglioramento e sviluppo) che vuole essere oltre a un veicolo di informazione anche un’occasione di incontro tra i soci. Sono state inoltre poste le basi per la realizzazione di alcuni progetti territoriali e nazionali che vedranno la luce alla fine del 2005.